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Greta Thunberg e lo sciopero degli studenti per il clima

Il 15 marzo decine di migliaia di studenti in diverse parti del mondo parteciperanno al “Venerdì per il futuro” (o “sciopero scolastico per il clima”), una manifestazione organizzata per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Gli scioperi degli studenti per l’ambiente sono organizzati periodicamente (in alcuni casi ogni settimana), ma quello di domani dovrebbe essere uno dei più grandi, grazie al sostegno di diverse associazioni ambientaliste che hanno deciso di dare una mano per organizzare manifestazioni coordinate e in più paesi del mondo.

L’idea del “Venerdì per il futuro” è nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, diventata il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco. Il 20 agosto del 2018, Thunberg decise di non presentarsi più a scuola fino al 9 settembre seguente, giorno delle elezioni politiche, chiedendo al governo di occuparsi più seriamente del cambiamento climatico, adottando politiche più incisive per ridurre le emissioni di anidride carbonica (tra i principali gas serra). La protesta era nata in seguito a un’estate particolarmente calda in Svezia, che aveva portato a numerosi ed estesi incendi nel paese.

Invece di andare a scuola, ogni giorno Thunberg si presentava davanti alla sede del Parlamento svedese a Stoccolma portando con sé il cartello “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero scolastico per il clima”). Dopo le elezioni politiche, Thunberg tornò a scuola, assentandosi comunque di venerdì per proseguire la sua protesta davanti alla sede del Parlamento.

La storia di Thunberg è stata ripresa da alcuni media locali e gradualmente ha superato i confini della Svezia, finendo su giornali e televisioni di mezzo mondo. Mese dopo mese, la sua protesta è diventata la fonte d’ispirazione per altri studenti, che in diversi paesi hanno iniziato a organizzare marce e manifestazioni sul clima, sempre di venerdì. Si stima che negli ultimi mesi ne siano state organizzate circa 300 in varie città del mondo, con la partecipazione di alcune decine di migliaia di studenti.

Thunberg è diventata ulteriormente famosa nell’autunno del 2018 in seguito alla sua partecipazione al TEDxStockholm, la serie di conferenze organizzate in modo indipendente dai più famosi TED, ma mantenendone la struttura e le regole per gli interventi. Ha spiegato di essere diventata consapevole del problema del riscaldamento globale quando aveva 8 anni, chiedendosi perché non fosse al centro delle politiche per il futuro del mondo e del dibattito sui media. Thunberg ha poi detto che ormai le prove scientifiche sul cambiamento climatico, e sulle responsabilità delle attività umane, sono incontrovertibili e che è necessario mobilitarsi e non perdere più tempo.

Nel dicembre del 2018, Thunberg ha partecipato alla COP24, la conferenza internazionale sul clima organizzata dalle Nazioni Unite in Polonia. Sempre alla fine del 2018, ha parlato davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite. A inizio anno ha invece partecipato agli incontri del World Economic Forum di Davos (Svizzera), dove ha accusato politici e grandi aziende di essere consapevoli da tempo dei rischi del cambiamento climatico, ma di non avere fatto quasi nulla per calcolo politico o per non ridurre i profitti.

La rivista TIME ha inserito Thunberg nella sua lista dei 25 adolescenti più influenti per il 2018. La scorsa settimana, in occasione della Giornata internazionale della donna, Thunberg è stata nominata la donna più importante e influente del 2019 in Svezia. Diverse altre organizzazioni e associazioni hanno assegnato premi a Thunberg per il suo impegno, e per avere contribuito a mantenere l’attenzione su uno dei temi più importanti per il futuro delle nostre società.

La manifestazione di domani coinvolgerà decine di migliaia di studenti, e non solo, in tutto il mondo. Sul sito dell’iniziativa si può consultare una mappa per trovare le città e i luoghi dove saranno organizzate manifestazioni. In Italia gli studenti manifesteranno in circa 180 città ed è probabile che il numero aumenti nelle prossime ore. L’iniziativa è stata ampiamente ripresa e promossa dal quotidiano Repubblica, con la sua prima pagina di oggi dedicata allo sciopero degli studenti e un invito sul suo sito a partecipare e a mobilitarsi, anche se non si è più studenti.

Fonte www.ilpost.it

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Tutti i vincitori degli Oscar 2019

Nella notte tra domenica e lunedì, al Dolby Theatre di Los Angeles, sono stati consegnati i premi Oscar 2019. La cerimonia non ha avuto un conduttore e tutti i premi sono stati consegnati in diretta (nonostante fino a qualche giorno fa fosse stato deciso altro). Green Book ha vinto l’Oscar per il miglior film mentre Alfonso Cuarón ha ricevuto gli Oscar alla regia e alla fotografia per Roma.

Il personaggio della serata è stato proprio Cuarón, vincitore anche del premio per il miglior film straniero. Per la quinta volta in sei anni, inoltre, l’Oscar per la regia è stato dato a un regista messicano. Il favorito come miglior attore era invece Rami Malek, per Bohemian Rhapsody, che infatti ha vinto il suo primo Oscar. La miglior attrice più quotata era Glenn Close, candidata per The Wife, ma invece qui ha vinto un po’ inaspettatamente Olivia Colman per La favorita di Yorgos Lanthimos.

L’Oscar per la miglior attrice non protagonista è andato a Regina King, che ha recitato in Se la strada potesse parlare. Nel corso della serata sono stati premiati anche Lady Gaga (per la miglior canzone) e Spike Lee (per la sceneggiatura non originale di BlacKkKlansman): per entrambi si tratta del primo Oscar in carriera. Il film della Marvel Black Panther ha invece vinto i premi per costumi, scenografia e colonna sonora originale: sono stati i primi Oscar mai vinti da un film dei Marvel Studios.

Fonte: www.ilpost.it

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È morto Karl Lagerfeld

È morto a 85 anni Karl Lagerfeld, stilista tedesco tra i più importanti e apprezzati di sempre, direttore creativo di Chanel da 35 anni. Lagerfeld era considerato da molti la più influente personalità del settore negli ultimi decenni, ma aveva una popolarità trasversale e per certi versi leggendaria: con i suoi capelli bianchi raccolti in una coda e i suoi occhiali scuri, era una delle figure più riconoscibili del mondo della moda. Era anche direttore creativo dell’azienda italiana Fendi, e aveva fondato una linea che porta il suo nome. Le cause della sua morte non sono ancora state rese note, ma Chanel ha confermato la notizia.

Lagerfeld era nato ad Amburgo nel 1933, ma passò la maggior parte della sua vita in Francia dove si trasferì da adolescente. Suo padre era un imprenditore del settore del latte, ma fu sua madre, raccontò lui stesso, a rappresentare la principale influenza negli anni della sua formazione. A Parigi non frequentò scuole d’arte o di moda, ma nel 1954 partecipò a un concorso di design locale vincendo nella categoria dei cappotti. Yves Saint Laurent, che sarebbe stato un suo storico amico e rivale nei decenni successivi, vinse negli abiti.

Lagerfeld iniziò a lavorare nella moda come assistente dello stilista Pierre Balmain nel 1955, per poi trovare le prime fortune nella casa Chloé. Nel 1965 cominciò la sua collaborazione con Fendi, e raggiunse la vera popolarità a partire dagli anni Ottanta, quando assunse la direzione artistica di Chanel. Lagerfeld contribuì in modo determinante alla ripresa della casa francese, che arrivava in quel periodo da anni difficili in cui aveva perso terreno, soprattutto dopo la morte della fondatrice Coco Chanel nel 1971. Lagerfeld rinnovò di frequente gli elementi distintivi di Chanel, dai tessuti bouclé ai giacchini senza revers, dalle borse con le catene a tracolla ai fili di perle alle camelie, e scattò personalmente molte delle foto dei cataloghi. 

Lagerfeld era un personaggio appariscente ed eccentrico anche per gli standard della moda, con una fama e un’immagine paragonabile a quella di una rockstar, alimentata anche dalle sue frequenti e vivaci interviste. Da sempre considerato come uno stilista tra i più prolifici, ancora negli anni recenti, lavorava con costanza ai disegni degli abiti delle sue aziende, e si definiva un “operaio” della moda. Al suo talento artistico affiancò sempre riconosciute doti imprenditoriali e grandi capacità di adattarsi anno dopo anno ai cambiamenti della moda e della società più in generale. Nel 2015, presentandolo in occasione della consegna di un premio, la storica direttrice di VogueAnna Wintour disse di lui: 

Tra le altre cose, Lagerfeld è ricordato per le maestose e opulente sfilate di Chanel organizzate al Grand Palais di Parigi, manifestazioni imponenti che uscivano dai confini mondani più tradizionali delle sfilate e si presentavano più come performanceartistiche. Nel 2010 per esempio importò un iceberg da 265 tonnellate dalla Svezia, ma costruì transatlantici, supermercati e tempi greci, negli anni. Il suo gusto per le scenografie spettacolari coincise con un’attenzione precoce ai social media, sui quali peraltro diventò presto famoso Choupette, la sua gatta bianca che gode di un nutrito seguito. Lagerfeld fu anche tra i primi stilisti importanti ad aprirsi al fenomeno della cosiddetta “fast fashion”, realizzando una collezione con H&M già nel 2004. 

Fonte: www.ilpost.it

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Mahmood ha vinto il Festival di Sanremo

Il cantante milanese Mahmood, con la canzone “Soldi”, ha vinto il Festival di Sanremo 2019. Mahmood, che ha 26 anni, ha battuto in finale Ultimo – che nel 2018 aveva vinto nella sezione “Nuove proposte” – e Il Volo, il trio di musicisti che nel 2015 aveva già vinto Sanremo. Mahmood, che in realtà si chiama Alessandro Mahmoud, è nato a Milano nel 1992 da madre italiana e padre egiziano: la sua carriera musicale è cominciata nel 2012, con la sua partecipazione alla sesta edizione di X-Factor, da cui però fu eliminato alla terza puntata.

Mahmood ha vinto il Festival principalmente grazie al voto della giuria: il cantante più votato con il televoto – tra i tre arrivati alla finale – era infatti stato Ultimo (46,5 per cento dei voti), seguito da Il Volo (39,4 per cento dei voti).

Nel 2017 Mahmood ha collaborato con Fabri Fibra al singolo “Luna” e nel 2018 è stato tra gli autori di “Sobrio” e di “Nero Bali”, due canzoni registrate dalla cantante Elodie e dal rapper Guè Pequeno.

È difficile definire la musica di Mahmood inserendola in un unico genere, ma il suo stile è più vicino al mondo del pop che a quello dell’hip-hop, nonostante la collaborazione con Fabri Fibra. In un’intervista data a Rolling Stone ha detto che gli artisti che lo hanno ispirato di più sono Beyoncé, Travis Scott e Frank Ocean, ma che ascolta anche molta musica italiana. Lo scorso dicembre è stato uno dei due vincitori di Sanremo Giovani – a cui aveva già partecipato nel 2016 – ed è così che ha ottenuto l’accesso a questa edizione del Festival.

Gli altri premi assegnati a Sanremo 2019

Prima dell’annuncio del vincitore del Festival, è stata anche annunciata la classifica di tutti gli altri cantanti in gara – 24 in tutto – e sono stati assegnati i premi speciali. Il Premio della Critica Mia Martini e il premio Lucio Dalla sono stati vinti da Daniele Silvestri con la canzone “Argentovivo”. Il premio Sergio Endrigo alla miglior interpretazione è stato vinto da Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”. Il premio Sergio Bardotti per il miglior testo assegnato è stato vinto da Daniele Silvestri con “Argentovivo”. il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale è stato vinto da Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”. Ultimo con “I tuoi particolari” ha vinto invece il premio TIMmusic, assegnato alla canzone più ascoltata su TIMmusic.

Fonte: www.ilpost.it

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Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia

L’ex terrorista italiano è stato trovato da una squadra speciale dell’Interpol, e ora sarà probabilmente rimpatriato in Italia, ma dopo essere ripassato per il Brasile

Cesare Battisti, ex terrorista italiano condannato all’ergastolo in via definitiva in Italia per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta e latitante da anni in Sud America, è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, da una squadra speciale dell’Interpol formata da investigatori italiani e boliviani. Battisti, che ha 64 anni, era in fuga più o meno dal 13 dicembre, quando la Corte Suprema del Brasile ne aveva ordinato l’arresto in vista di una possibile estradizione in Italia. Viveva in Brasile dal 2004, e l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva aveva negato la richiesta di estradizione in Italia. Ora probabilmente Battisti sarà espulso dalla Bolivia e rimpatriato in Italia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato su Facebook che quando in Italia saranno le 17 arriverà in Bolivia un aereo italiano per prendere in consegna Battisti. Parlando al TG1 il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva detto che Battisti «sarà portato nel carcere più vicino allo scalo di atterraggio, presumibilmente sarà Rebibbia». Secondo fonti di Repubblica all’interno del governo, però, l’aereo non ripartirà immediatamente perché per procedere all’espulsione di Battisti dalla Bolivia ci sarà una serie di procedure da seguire: non è chiaro se Battisti dovrà essere riportato in Brasile prima di tornare in Italia, ma dagli ultimi aggiornamenti sembra di sì. Augusto Heleno, capo dell’Ufficio di sicurezza del presidente brasiliano, ha detto a Tv Globo, la principale televisione brasiliana, che Battisti sarà portato in Brasile prima di essere estradato.

Nel suo messaggio Conte aveva citato l’ergastolo, la pena a cui Battisti era stato condannato, ma Raffaele Piccirillo, ex Capo Dipartimento per gli Affari di Giustizia nominato nel 2017 dall’allora ministro Andrea Orlando, ha ricordato che l’Italia non potrà applicarlo: il massimo della pena possibile sarà di 30 anni di reclusione, per via di un accordo firmato con il Brasile. Nel paese sudamericano, infatti, l’ergastolo è vietato dalla Costituzione e per ottenere l’estradizione di Battisti l’Italia si era impegnata, nell’ottobre del 2017, a cambiare la pena a cui era stato condannato.

Secondo la ricostruzione dell’arresto fatta dal Corriere della Sera, la squadra speciale dell’Interpol stava cercando Battisti a Santa Cruz de la Sierra – che con più di 2 milioni di abitanti è la città più popolosa della Bolivia e si trova al centro del paese – da prima di Natale. Inizialmente aveva circoscritto la zona della città in cui avrebbe potuto trovarlo, dopodiché si era dedicata a una serie di appostamenti in diversi punti dell’area, fino a quando, alle 17 di sabato 12 gennaio, quando in Italia erano le 22, ha riconosciuto Battisti per strada, nonostante indossasse gli occhiali da sole e si fosse fatto crescere la barba.

L’anno scorso l’Italia aveva chiesto al Brasile di rivedere la decisione di Lula e a dicembre la Corte Suprema aveva stabilito che spettasse al presidente decidere riguardo all’estradizione di Battisti: Michel Temer, che è stato in carica fino alla fine del 2018, oppure Jair Bolsonaro, che si è insediato il primo gennaio. Nel frattempo, aveva deciso la Corte, Battisti sarebbe dovuto rimanere in carcere. Contemporaneamente, Battisti cominciava la sua nuova latitanza.

Cesare Battisti è nato nel 1954 a Cisterna di Latina. Da adolescente si era iscritto alla FGCI, il gruppo giovanile del Partito Comunista Italiano, ma poi ne era uscito. Nel 1971 si era fatto conoscere dalle forze dell’ordine per piccoli crimini: nel 1972 fu arrestato per la prima volta per una rapina, due anni dopo per rapina con sequestro di persona. Nel 1977 finì di nuovo in carcere, a Udine, e lì conobbe Arrigo Cavallina, fondatore di un gruppo terrorista di estrema sinistra chiamato Proletari armati per il comunismo (PAC). Uscito dal carcere, a Milano, Battisti partecipò attivamente alle azioni dei PAC con rapine a banche e a supermercati, sabotaggi alle fabbriche, varie aggressioni e omicidi. Per quattro di questi omicidi, i processi – in tutti i gradi di giudizio – hanno poi riconosciuto la partecipazione, diretta o indiretta, di Battisti. I processi si celebrarono comunque senza la sua presenza: fu arrestato nel 1979 per possesso illecito di armi e banda armata, ma nel 1981 evase dal carcere di Frosinone e lasciò l’Italia, per non tornarci più.

Eduardo Bolsonaro, deputato brasiliano e figlio del presidente, ha commentato l’arresto di Battisti su Twitter con un messaggio diretto al ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini: «Il Brasile non è più terra di banditi. Matteo Salvini, il “piccolo regalo” è in arrivo».

Fonte: www.ilpost.it

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Attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo

Nella zona del centro dove si trovano i mercatini di Natale: ci sono tre morti e una dozzina di feriti, il sospettato è ancora in fuga

Verso le ore 20 di martedì 11 dicembre c’è stata un attentato nel centro di Strasburgo, in Francia, nella zona della città dove sono stati allestiti i mercatini di Natale. Il ministero dell’Interno ha fatto sapere che ci sono tre morti e dodici feriti, fra cui sei persone in gravi condizioni. Il responsabile dell’attentato non è stato ancora catturato: il centro di Strasburgo è stato praticamente chiuso per motivi di sicurezza, mentre il Parlamento Europeo è rimasto chiuso sia in entrata sia in uscita fino alle 2. L’identità dello sparatore non è stata diffusa ufficialmente: si sa solo che era attenzionato dalle forze di sicurezza francesi perché sospettato di radicalismo islamico.

Due fonti hanno confermato al Post che un giornalista italiano della radio universitaria Europhonica è stato coinvolto nella sparatoria. Una delle fonti ha aggiunto che il ragazzo è lievemente ferito.

L’uomo che ha sparato era segnalato con la “Fiche S”, una delle categorie con le quali in Francia possono essere schedate e monitorate le persone sospettate di aver commesso qualche reato o che rientrano in specifiche tipologie: “S” riguarda le persone sospettate di minacciare la sicurezza pubblica, la sicurezza dello stato o che si stanno radicalizzando all’islamismo, ma che non sono necessariamente già state condannate.

Il quotidiano Le Figaro, citando una fonte della polizia, ha scritto che l’uomo sospettato ha 29 anni. Le Monde sostiene che sia nato a Strasburgo e che sia stato condannato nel 2011 a due anni di carcere per una rissa durante la quale aveva ferito al viso con una bottiglia rotta un sedicenne. Al momento però non sono ancora state comunque fornite informazioni ufficiali sul suo conto.

Dalle 20, la prefettura ha invitato i cittadini e le cittadine di Strasburgo a non uscire di casa. Nel quartiere di Neudorf – che si trova nella zona sud della città a circa mezz’ora a piedi dal luogo dove la sparatoria è iniziata – c’è stata un’operazione di polizia che secondo France News24 non è però andata a buon fine. Le Figaro dice poi che è avvenuta una seconda operazione in Place Broglie, sempre nel centro storico, ma non è chiaro come sia andata a finire. La sezione antiterrorismo della procura di Parigi sta comunque seguendo l’inchiesta con la procura di Strasburgo.

Poco dopo la sparatoria, i militari e la polizia hanno creato un perimetro di sicurezza che si estende per circa 200 metri intorno a piazza Gutenberg dove è stato allestito un centro di primo soccorso. Il Parlamento Europeo, che in questi giorni sta ospitando la seduta plenaria, è stato chiuso fino alle due di notte. Facebook ha attivato il “Safety Check”, lo strumento per rendere più facile comunicare ad amici e parenti che si sta bene nel caso ci si trovi in mezzo a una crisi. Il sindaco di Strasburgo, Roland Ries, ha fatto sapere che mercoledì 12 novembre i mercatini di Natale resteranno chiusi e ha proclamato una giornata di lutto.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha lasciato un evento in corso all’Eliseo per seguire la situazione e inviato sul posto il ministro dell’Interno Christophe Castaner. In  serata ha raggiunto il primo ministro Édouard Philippe alla cellula interministeriale di crisi, che serve a coordinare la risposta dello Stato in caso di eventi che hanno a che fare con la sicurezza nazionale.

Nel frattempo, la polizia tedesca ha dichiarato di aver rafforzato i controlli al confine con la Francia, vicino a Strasburgo. La strada statale che porta a Khel, in Germania, al confine con la Francia, è stata chiusa così come l’autostrada A35 che collega l’Alsazia, la regione dove si trova Strasburgo, da nord a sud.

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Incendio nell’impianto di riciclo dei rifiuti TMB Salario a Roma

Ha prodotto un densa nube di fumo, visibile anche a chilometri di distanza: i Vigili del fuoco sono ancora al lavoro

Questa notte verso le 4.30 è iniziato un incendio all’interno dell’impianto di trattamento biologico meccanico (Tmb) del quartiere Salario, a Roma. L’incendio ha riguardato un capannone di oltre 2mila metri quadri, in cui erano stipati rifiuti di vario genere destinati al riciclo, e ha generato un densa nube di fumo, visibile anche a molti chilometri di distanza: sul posto sono arrivati 40 Vigili del fuoco, ancora al lavoro per spegnere l’incendio. Al momento non se ne conoscono ancora le cause. 

Intorno all’impianto c’è da tempo un intenso dibattito tra gli abitanti del quartiere, che ne chiedono la chiusura a causa delle emissioni maleodoranti, e la giunta della sindaca Virgnia Raggi, eletta dal Movimento 5 Stelle. Inizialmente Raggi ne aveva promesso la chiusura entro il 2019, salvo poi cambiare idea e decidere addirittura di aumentare il quantitativo di rifiuti che saranno smaltiti dall’impianto. A novembre, inoltre, l’ARPA del Lazio, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, aveva pubblicato una relazione secondo cui l’impianto produrrebbe più rifiuti di quanti ne recuperi. 

Fonte: www.ilpost.it

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Strage in discoteca in provincia di Ancona

Una fuga generale, forse causata da uno spray urticante, ha provocato una calca in cui sono morte 6 persone e ne sono rimaste ferite decine

Nella notte tra venerdì e sabato sei persone sono morte e circa 60 sono rimaste ferite nella calca provocata da una fuga generale e disordinata in una discoteca a Corinaldo, in provincia di Ancona. Dodici dei feriti sono in condizioni gravi, alcuni in pericolo di vita. Nel locale si sarebbe dovuto esibire a breve il rapper Sfera Ebbasta, ma prima del concerto qualcosa ha provocato una reazione di panico generale: le prime ricostruzioni della polizia – da prendere ancora con cautela – ipotizzano che a generare la fuga sia stato qualcuno che ha spruzzato uno spray urticante. I giornali, citando fonti nei carabinieri, scrivono anche che si sospetta che il locale avesse venduto molti più biglietti di quanti potesse: circa 1.400, a fronte di una capienza che secondo le informazioni raccolte dai giornalisti era di circa 870 persone.

La questura ha detto all’Ansa che i morti accertati sono cinque minorenni – due ragazzi e tre ragazze, tra i 14 e i 16 anni – e una donna di 39 anni, che aveva accompagnato il figlio al concerto. Il questore di Ancona Oreste Capocasa ha spiegato che dopo l’allarme le porte di sicurezza si sono aperte, contrariamente a quanto testimoniato inizialmente da alcune persone che erano all’interno del locale. Nella calca provocata dalla precipitosa uscita dei clienti del locale da una delle uscite, però, sembra abbiano ceduto dei parapetti all’esterno. Le persone ammassate sulla rampa di accesso sono quindi cadute, schiacciandosi a vicenda. A quanto sembra, chi è rimasto dentro il locale non è rimasto ferito gravemente.

I giornali riportano alcune testimonianze che parlano di un odore acre, apparentemente confermando l’ipotesi dello spray urticante. Il sito Cronache Ancona ha pubblicato un video che sembra mostrare il momento del crollo dei parapetti: le immagini sono abbastanza forti.

La discoteca in cui è avvenuta la strage è la Lanterna Azzurra, a Corinaldo, circa 40 chilometri a ovest di Ancona. È stata aperta un’indagine per omicidio colposo plurimo, e la discoteca è sotto sequestro.

L’ipotesi dello spray urticante come causa della ressa ricorda molto la dinamica della grande calca in piazza San Carlo a Torino del 2 giugno 2017, quando durante la proiezione di Juventus-Real Madrid un falso allarme provocò una fuga generale che uccise una donna, Erika Pioletti. La polizia, in quel caso, arrestò alcuni membri di una banda di giovani criminali che rapinavano le persone utilizzando lo spray. Ma episodi di spray urticanti spruzzati ai concerti, con relativo panico generale, sono diventati relativamente comuni negli ultimi mesi. A inizio novembre, per esempio, l’utilizzo di uno spray urticante provocò il panico tra il pubblico di un concerto del rapper Achille Lauro all’Alcatraz di Milano, che scappò precipitosamente dal locale: in quel caso non ci furono feriti gravi.

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È morto l’attore Ennio Fantastichini

Era famoso per i suoi ruoli in film come “Porte aperte” e “Ferie d’agosto”, aveva 63 anni

È morto Ennio Fantastichini, attore italiano conosciuto per film come Porte aperte(1989), Ferie d’agosto (1996) e Saturno contro (2007): aveva 63 anni. Era ricoverato da due settimane all’ospedale Federico II di Napoli, per le complicazioni di una forma grave di leucemia. Nel 2010 aveva vinto il David di Donatello per il miglior attore non protagonista per il film Mine vaganti di Ferzan Özpetek.

Fantastichini era nato a Gallese, in provincia di Viterbo, nel 1955. Figlio di un maresciallo dei Carabinieri, studiò recitazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma. Il suo primo ruolo fu nel film Fuori dal giorno del 1982, e pochi anni dopo ebbe una parte secondaria in I soliti ignoti vent’anni dopo. Nel 1988 recitò nel suo primo ruolo importante, quello dello scienziato Enrico Fermi nel film I ragazzi di via Panisperna di Gianni Amelio.
Sempre con Amelio recitò in Porte Aperte, a fianco di Gian Maria Volonté, un film che gli diede grande popolarità e per il quale vinse anche il Nastro d’argento. Negli anni Novanta consolidò la sua fama con Ferie d’agosto di Paolo Virzì e con la miniserie La Piovra 7 di Michele Placido. Altri suoi ruoli importanti furono quelli in Saturno controMine vaganti di Özpetek. Nel 2018 recitò nel ruolo di Giuseppe De André, padre di Fabrizio, nel film Fabrizio De André: principe libero.
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Roma Web Fest: Rete, Cinema e Televisione uniti in una grande festa per premiare la creatività

Giovedì 29 Novembre, nella meravigliosa cornice del Teatro del The Church Palace, si è svolta la premiazione ufficiale della sesta edizione del Roma Web Fest. L’evento è stato introdotto da Janet De Nardis, direttrice artistica e ideatrice del Festival, che ha parlato della manifestazione che ha come obiettivo la promozione del talento webnativo italiano e straniero e il dialogo con i più importanti produttori,distributori e brand italiani e internazionali. Quello che in passato era solo un miraggio, oggi è realtà; ciò che sembrava un avveniristico futuro è diventato un concreto presente. Il mondo del cinema, della televisione e del web uniti in una grande festa per premiare la creatività.

Tra i personaggi che hanno preso parte alla serata: Elena Sofia Ricci, Stefano Mainetti, Andrea Roncato, Savino Zaba, Pasquale Di Nuzzo, Sarah Maestri, Blu Yoshimi, Stefano De Sando, Marina Di Guardo, Sofia Bruscoli, Lidia Vitale, Selvaggia Roma, Antonio Giuliani, Federico Moccia, Martina Sebastiani, Edoardo Ferrario, Silvia Mazzieri, Antonio Razzi, Alessandro D’Ambrosi, Marco Bonini, Silvia Salemi, Silvia Mazzieri, Beppe Convertini, Martina Pinto, Roberta Beta, Antonello Lauretti, Denny Mendez, Sofia Viscardi, Ludovico Fremont, Giorgia Bongianni, Giorgia e Greta Berti, Laura Cremaschi, Rodrigo Alves.

A presentare l’evento si sono alternati sul palco insieme a Janet De Nardis, Savino Zaba, Sofia Bruscoli, Silvia e Laura Squizzato, Silvia Salemi, Daria Salvadori Del Prato oltre al comico Marco Passiglia ( coinvolto dalla squadra del Makkekomico) che ha fatto ridere con la sua verve.

I giurati che hanno valutato le web serie sono stati: l’attrice Elena Sofia Ricci, lo scrittore e regista Federico Moccia, Cristina Priarone direttrice generale Roma lazio Film Commission, Gialuca Guzzo amministratore delegato MyMovies, Mauro Martani direttore finanziario WIldside , Eleonora Cimpanelli sceneggiatrice dell’associazione100autori; il giovane attore e regista Vincenzo Alfieri e il produttore della Lotus Production Marco Belardi. La giuria dei cortometraggi era invece composta da Laura Delli Colli vicepresidente fondazione cinema per Roma e presidente SNGCI; Marco Bonini attore, produttore e sceneggiatore; l’attore Andrea Roncato; il produttore Gianfranco De Rosa; il responsabile del marketing strategico e digital di Rai Cinema, Carlo Rodomonti; Massimo Romeo Piparo direttore artistico del Teatro Sistina; Marcello Foti direttore generale del CSC e l’attore e doppiatore Stefano De Sando. All’interno della manifestazione è stato consegnato un premio speciale al talento, alla giovanissima Creator Sofia Viscardi della Show Reel.

Alla serata sono stati consegnati i seguenti premi:

SEZIONE WEB SERIE:
Miglior web serie italiana: Involontario che ha vinto il premio della Laser S.film pari a un valore di 5.000,00 Euro per 3 giorni di color correction
Premio Roma Web Fest: Vieux Jeu che vince il premio di 1.500,00 Euro messo in palio da Minerva pictures
Premio Rai Cinema Channel: A.A. Artisti Anonimi consistente in 3.000,00 Euro in diritti e consegnato da Carlo Rodomonti.
Migliore regia: La festa triste – che ha vinto il premio della Panalight pari a un valore di 5.000,00 Euro in servizi di noleggio e va direttamente in finale al Seoul Web Fest
Migliore fotografia: Patricia Moore – che ha vinto un device di ultima generazione messo in palio da Wiko
Migliore sceneggiatura: Estremi rimedi che ha vinto il premio della Laser S.film pari a un valore di 3.000,00 Euro per due giorni di sala mix audio e arriva. Direttamente in finale al Webfest Berlin 2019
Miglior montaggio: Morir en la Rueda – che ha vinto un device di ultima generazione messo in palio da Wiko
Migliore colonna sonora: The League of S.T.E.A.M che ha vinto una Play Station VR messa in palio da Sony
Movieland 2018: Enfants Perduts – premio Roma Lazio Film Commission del valore di 3.000,00 €
Miglior attore italiano protagonista: Francesco Mazza (Estremi Rimedi)
Migliore attrice italiana protagonista: Giulia Penna ( Involontario)
Migliori costumi: The League of S.T.E.A.M
Miglior drama: Indictus – che ha vinto il premio della “2f cinerent” pari a un valore di 3.000,00€ in noleggio di attrezzature tecnologiche di scena e va Direttamente in finale al Seoul Web Fest
Miglior documentario: Cronache di un sequestro – che ha vinto il premio della West 46th films pari a un valore di 3.000,00 € in noleggio per tre giorni dell’attrezzatura necessaria per la realizzazione di un cortometraggio o di un pilot
Migliori effetti speciali: Kanaga
Miglior Comedy sketch: La terra a pezzi
Miglior comedy story: Involontario
Miglior thrillerr/horror: Crimetube Southtyrol “The Suitcase”
Miglior cartoon: Prima dell’alba subito dopo il tramonto
Miglior science fiction/fantasy: The League of S.T.E.A.M

MIGLIORI CORTI:
Miglior corto: Eyes – che ha vinto il premio della Panalight pari a un valore di 5.000,00 € in noleggio di attrezzature
Premio Michael Ajakwe: Vol 69
Miglior regia: Savant Kali
Miglior sceneggiatura: Non e’ una bufala
Miglior fotografia: Nuraghes s’Arena – che ha vinto un contatto di distribuzione offerto da Premierefilm
Miglior attrice: Gisella Burinato (Non è una bufala)
Miglior attore protagonista: Mirko Frezza (Idris)

PUNTATE ZERO:
Miglior puntata zero: Noleggio con conducente
Migliore idea originale: Once (in my life) Che vince il premio del Laboratorio di Arti sceniche di Massimiliano Bruno, che premia anche: A.A. artisti anonimi come puntata zero più votata dal Laboratorio. Entrambe le opere avranno diritto ad un workshop presso il laboratorio.