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Roma incorona il suo re: Sinner fa la storia

Scritto da il Maggio 19, 2026

Cinquanta anni. Mezzo secolo. Tanto è passato tra l’ultima (e fino a domenica unica) vittoria azzurra targata Adriana Panatta a quella di Jannik Sinner agli Internazionali di Roma: “Abbiamo riportato un torneo importante a casa, ma ovviamente non posso dire di
averti visto vincere qui, non ero ancora nato e credo che i miei genitori nemmeno si conoscessero”, le parole ironiche del numero 1 al mondo durante la premiazione sul centrale di Roma il 17 maggio. Il tennista altoatesino ha scritto di nuovo la storia, vincendo il quinto torneo Master 1000 del 2026.

Inarrestabile – E pensare che l’anno per Jannik non si era aperto nel migliore dei modi: ko, a fine gennaio, agli Australian Open per mano di Nole Djokovic in una semifinale durissima e scivolone a Doha contro Mensik, che avevano aperto una mini crisi per 4 volte vincitore Slam. Nel momento più difficile, Sinner ha reagito come meglio sa fare: lavorando, in silenzio, lontano dalle telecamere, proprio come avvenne lo scorso anno dopo la clamorosa sconfitta al Roland Garros con Alcaraz, poi piegato un mese dopo a
Wimbledon. Tre settimane di allenamenti, batterie ricaricate e il tennis perduto tornato tutto d’un tratto ad essere letali per gli avversari: a marzo doppietta Indian Wells – Miami, ad aprile Sinner si riprende il primo posto in classifica regolando senza problemi il rivale
di sempre, Carlitos, in terra monegasca. Poi l’apparizione a sorpresa a Madrid, dove ecco un’altra sinfonia, col povero Zverev spazzato via nell’atto conclusivo.

Cinquina – Quattro titoli Masters 1000 durante la nuova stagione. Dopo la vittoria madrilena, si vociferava che Jannik si fermasse, perché: “il mio obiettivo quest’anno è vincere Parigi”, ripetuto anche in conferenza stampa dal fuoriclasse azzurro. Roma
sembrava dunque un torneo da poter saltare, quasi fosse un intralcio nella corsa verso il Roland Garros. Chiunque avrebbe lasciato correre, ma non un cannibale come Sinner, che in pochi giorni ha superato agevolmente i malcapitati Ofner, Popyrin, Pellegrino e Rublev.

In semifinale lo scoglio più arduo, una partita che rimarrà negli annali del torneo romano: contro Medvedev, al venerdì sera vincerà la pioggia, ma fino all’interruzione la partita era diventata tutt’altro che un’esibizione. Nonostante un primo set vinto agevolmente, Sinner
ha subito il terrificante ritorno del russo, che ha messo alle corde l’italiano. Il vincitore degli Us Open 2021 ha cominciato a sfinire a suon di palle corte e cambi di direzione Jannik, in totale balia dell’avversario. Un atleta normale avrebbe soccombuto alla forza e alla determinazione di un grande tennista come il gigante moscovita, ma non l’altoatesino.
Seppur sulle gambe, sfinito e in preda a conati di vomito tanto da allarme staff e famiglia, Sinner ha gestito le difficoltà del suo corpo rimanendo in partita. Addirittura togliendo il servizio nel terzo set al rivale, tanto da lasciarsi andare ad un urlo liberatori che ha
contagiato perfino il Centrale. Sul 4-2 per l’azzurro, gara sospesa e ripresa il giorno dopo, ma velocemente chiusa da Sinner in 15 minuti. Domenica 17 l’atto conclusivo, col quinto titolo di fila del ’26, battendo 6-4 6-4 uno specialista della terra come il norvegese Ruud:
“Il pubblico mi ha aiutato moltissimo – l’ammissione di Sinner ospite a Che tempo che fa – Sono state due settimane dure”. Già, non il massimo della vita pensando a Parigi: “Non abbiamo tempo per realizzare cosa stiamo facendo, il Roland Garros è tra pochissimo,
staccherò la spina 2-3 giorni e mi riposerò. Non voglio mettermi troppa pressione, quella viene già da sola…”. Un mostro anche nelle analisi degli impegni che lo attendono. Lunga vita al Re (di Roma)!

A cura di Flavio M. Tassotti