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Emma Bonino, una donna che ha fatto della libertà una battaglia

Scritto da il Settembre 11, 2026

Ci sono persone che attraversano la politica e altre che, nel bene e nel male, finiscono per attraversare la storia di un Paese. Emma Bonino apparteneva alla seconda categoria. Con la sua scomparsa, avvenuta oggi all’età di 78 anni, l’Italia perde una delle figure più riconoscibili, ostinate e controverse della sua storia repubblicana. Ma soprattutto perde una donna che ha trasformato le proprie convinzioni in battaglie concrete, spesso quando quelle battaglie sembravano destinate a essere minoritarie.

Il suo impegno civile nasce negli anni Settanta, in un’Italia ancora profondamente condizionata da una cultura patriarcale e cattolica. La vicenda dell’aborto clandestino che Bonino visse personalmente divenne il punto di partenza di una scelta radicale: non accettare che la condizione delle donne fosse determinata dalla paura, dalla clandestinità e dall’impossibilità di scegliere. Nel 1975 si autodenunciò per aver praticato un aborto, trasformando un’esperienza privata in un gesto politico dirompente. Fu una delle protagoniste della campagna che avrebbe contribuito alla legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Italia nel 1978.

Quella stagione definisce una caratteristica destinata ad accompagnarla per tutta la vita: la capacità di stare dalla parte di diritti che non erano ancora acquisiti, e di considerarli proprio per questo ancora più importanti. Aborto, divorzio, libertà individuali, diritti delle minoranze, ma il suo impegno è andato oltre i confini nazionali: il contrasto alla pena di morte, la lotta contro le mutilazioni genitali femminili, la difesa dei migranti e delle donne in Paesi segnati da guerre e dittature, sono tutte battaglie sociali che l’hanno portata ad essere stimata e riconosciuta in tutto il mondo. Sulla scena internazionale la sua voce è stata spesso in prima linea. Dalla difesa dei diritti umani alle missioni in aree di conflitto, dalla battaglia contro la fame a quella contro la pena di morte, Bonino ha portato il tema della dignità individuale ben oltre la politica italiana. Da commissaria europea si occupò anche di aiuti umanitari, mentre negli anni successivi continuò a impegnarsi sulle crisi internazionali e sulla difesa delle donne, comprese quelle afghane.

Emma Bonino è stata anche una donna delle istituzioni. Deputata e senatrice, parlamentare europea, commissaria europea, ministra per gli Affari europei e ministra degli Esteri: tutti ruoli che testimoniano una carriera politica durata quasi mezzo secolo. Ma ridurla ai suoi incarichi sarebbe probabilmente il modo meno corretto per ricordarla. Ciò che ha distinto il suo impegno umano e sociale, infatti, sta nel suo ruolo di attivista, anche quando sedeva nelle stanze del potere.

Ed è forse proprio qui che il suo esempio femminile assume un significato particolare. Emma Bonino non ha mai cercato di essere una donna politica “rassicurante” e, certamente, non ha costruito la propria identità sulla ricerca del consenso facile, né ha avuto paura di essere scomoda. Ha parlato con una voce riconoscibile, spesso ruvida, ma sempre diretta. Ha rivendicato la libertà di scegliere come essere donna, anche per la propria vita privata, senza conformarsi all’idea secondo cui una donna debba necessariamente sposarsi o diventare madre per realizzarsi.

Il suo essere donna, tuttavia, non è mai diventato una gabbia identitaria. Bonino rifiutava l’idea delle donne come categoria da proteggere e preferiva parlare di persone, diritti e responsabilità questa è un’impostazione che racconta molto della sua modernità: l’emancipazione, per lei, non significava chiedere privilegi, ma conquistare la possibilità di essere liberi e responsabili delle proprie scelte.

La sua è stata una vita tutt’altro che priva di sconfitte. Molte delle sue battaglie politiche non hanno ottenuto il risultato sperato e le formazioni radicali alle quali ha dato voce sono spesso rimaste minoritarie. Ma proprio questa capacità di continuare a battersi anche quando la vittoria sembrava lontana rappresenta forse una delle eredità più importanti che lascia.


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