Giornata mondiale della famiglia, Avv. Santini: “Il problema non è il divorzio ma le modalità”
Scritto da Beatrice Manocchio il Maggio 15, 2026
In occasione della Giornata dedicata alla Famiglia, proponiamo un’intervista esclusiva all’Avvocato Matteo Santini, Presidente nazionale degli avvocati divorzisti. Con lui abbiamo approfondito come, in un momento storico complesso, sia fondamentale confrontarsi con i propri familiari e comprendere quando e in che modo sia necessario intraprendere un cambiamento di rotta.
In un recente convegno cui sono stata ospite è stato detto che sarebbe utile inserire in ambito scolastico qualche
nozione di diritto penale per informare i ragazzi che le conseguenze delle loro azioni ricadono sui genitori.
Ti trovi d’accordo?
La responsabilità penale è personale, quindi di un eventuale reato risponde soltanto il minore se ha compiuto 14 anni,
quindi non risponde il genitore, ma risponde il minore. Però a titolo di risarcimento , quindi in via civilistica risponde anche il
genitore, questo significa che se il minore commette un illecito si può rivalere sul patrimonio dei genitori e questo è un aspetto essenziale
tanto è che , secondo me, oltre al diritto penale i giovani dovrebbero conoscere anche il diritto civile, il diritto privato, la responsabilità del
risarcimento dei danni di cui spesso sono ,secondo me, inconsapevoli. Al netto del fatto che comunque non si debbano commettere reati.
O Forse ne sono tremendamente consapevoli. Mi rifaccio ad un caso di cronaca dove un minore ha accoltellato la
professoressa di francese e senza nessuna remora, continuava a ripetere di essere consapevole della sua impunibilità e proprio per questo avrebbe continuato a delinquere liberamente.
Questo è il caso opposto, cioè troppa conoscenza e la consapevolezza dell’impunità, per questo prima di studiare il diritto
penale e quello civile bisognerebbe studiare ed imparare l’educazione civica e la cultura del rispetto.
Oggi ci sono tante materie che noi consideriamo secondarie invece sono fondamentali.
So che organizzi convegni su tematiche legate agli adolescenti.Quali sono le tematiche più scottanti in questo periodo?
Le tematiche più scottanti riguardanti i minori sono tematiche legate alla violenza da un lato e all’isolamento dall’altro, che
sono due temi connessi perché da una parte c’è il bullismo, il cyberbullismo e dall’altra parte ci sono le vittime , stiamo assistendo ad
un fenomeno che oramai è tristemente noto il cui nome deriva dal giappone. E’ il fenomeno degli Hikikomori , sono ragazzi che piano piano scelgono il ritiro sociale perché troppo pressati dalla società , perché bullizzati, perché incapaci di vivere nella vita reale. Questo ritiro sociale comporta che si chiudano in casa, addirittura nella propria stanza. Seguo dei ragazzi che non escono dalla loro stanza neanche per mangiare o andare in bagno, sono quindi costretti i genitori ad aiutarli, a portare loro dei supporti. Sono casi gravissimi, riducono i ragazzi in vegetali, per cui diventa necessario un percorso di fisioterapia, un percorso psicologico e psichiatrico.
La causa scatenante è l’abuso di videogichi o cosa?
Ci sono tante concause, innanzi tutto alla base c’è una fragilità della persona, una incapacità ad affrontare la vita e le difficoltà a
viso aperto. La competizione in cui ti mette la società, il bullismo, il cyberbullismo, la consapevolezza di non essere all’altezza della situazione e quindi la possibilità di rifugiarsi dietro uno schermo, l’illusione di poter vivere una vita reale attraverso il web. Questi ragazzi in alcuni casi intrattengono anche relazioni sentimentali amorose, soltanto via web. Il ritiro sociale reale è completo, sono casi che devono essere trattati immediatamente. Deve essere tempestivamente conosciuto il problema. Non solo dalle famiglie, ma anche dai docenti e dal personale scolastico e questo passa attraverso la divulgazione. Va fatta formazione agli insegnanti e ci deve essere uno stanziamento di
fondi. Prima parlavi di uno stanziamento di 100,000 euro e sono pochissimi. Va fatta una campagna a 360 gradi su territorio nazionale.
Ci sono altre tematiche critiche degli adolescenti che affronti ?
Ce ne sono tantissime. Anche l’uso inconsapevole della Intelligenza Artificiale da parte dei giovani genera dei reati, la cosa preoccupante è che molti giovani non si rendono conto che questi reati, se compiuti all’interno dello strumento internet sono indelebili, rimangono delle tracce e siccome la tecnologia è più veloce del diritto e anche dell’attività della polizia è difficilissimo recuperare questi contenuti e cancellarli. Nel giro di 10 minuti vengono divulgati e diventano virali. Una cosa che spesso fanno i ragazzi e non dovrebbero fare è la
modifica delle fotografie con l’intelligenza artificiale. Basta prendere la foto di una ragazza e cambiarne i connotati oppure
toglierle i vestiti e simulare un nudo. Una classica cretinata che potrebbero fare benissimo con tutta la leggerezza del mondo causando una serie di problematiche psicologiche enormi in capo alla vittima perché non sempre è facile capire che quella foto è stata generata dalla Intelligenza artificiale. I male intenzionati notano sul web una foto di una ragazzina di 14 o 15 anni nuda.
Il pensiero mi va allo sfruttamento della prostituzione ed anche alla pedopornografia.
Esatto. Sono reati. E su questo manca la consapevolezza dei ragazzi, pensano di fare una bravata punibile al massimo con una
sospensione. Non sono proprio consapevoli dei danni che causano all’altra persona e
civilmente anche a loro stessi
Però sai, non dovrei dirlo, ma chi compie un reato del genere deve pagare fino in fondo. In questi casi sostengo la vittima, tu come avvocato devi essere super partes e spiegarci cosa rischiano entrambi i soggetti
Esatto perché per tutelare la vittima devi rendere consapevole il carnefice, devi fargli capire cosa ha fatto e come si può
lavorare affinché non si ripetano episodi simili. Questo riguarda la formazione, la consapevolezza, la presa di
coscienza. Le regole ci sono , ma non vengono rispettate. La nostra normativa anche a livello penalistico per quanto riguarda il
cyberbullismo, c’è abbiamo mutato diverse norme che sono norme Europee. Il fatto è che c’è pochissima conoscenza da parte degli operatori
scolastici.
Mi viene però da pensare a questi “ poveri “ operatori scolastici che devono essere formati sull’uso corretto della
Intelligenza Artificiale, sulle normative , si che a loro lasciamo i nostri ragazzi, però è pur vero che stiamo dando loro oneri alla velocità della luce.
Esatto, diventano il capro espiatorio delle famiglie, perché quando qualcosa non va bene per i loro figli la colpa è sempre dei
dirigenti scolastici. Adesso il personale scolastico si vede recapitare lettere di risarcimento del danno da parte di avvocati, diciamo un pochino imprudenti, affinché venga redarguito per aver messo brutti voti al figlio. Quando capita a me chiedo sempre di fare una valutazione sul figlio prima di inviare una pec al professore.
Ascoltando un intervento di un agente della polizia postale sono venuta a conoscenza che , ad oggi, adescare un minore ma anche una adolescente è molto più facile che in passato. Perché l’adescatore facendosi aiutare dalla Intelligenza artificiale sviluppa una cifra linguistica simile a quella del ragazzo che vuole adescare. Spacciandosi a tutti gli effetti per un bambino o un adolescente e quindi facendolo cadere in trappola. Ti trovi in questo riscontro?
Assolutamente sì, ci sono associazioni a delinquere che utilizzano dei veri e propri programmi e che si mettono in serie a cercare di adescare più bambini possibili utilizzando questo linguaggio, poi la cosa drammatica è che c’è uno scambio di fotografie, perché alla fine il minore si fida e invia una serie di fotografie e queste fotografie fanno di quel bambino un bambino schedato per tutta la vita. andare a cancellare queste immagini praticamente è impossibile perché finiscono nel cosiddetto dark web anche la polizia postale fa molta fatica magari riesce a cancellare queste foto da 100 siti ma poi se sono finite in 2000 3000 siti web quella persona si troverà sempre esposta alla visione altrui del proprio corpo tra l’altro il proprio corpo da bambino e questo crea una serie di problematiche psicologiche e psichiatriche adolescenziali. E’ un fenomeno drammatico ancora più drammatico è quando si riesce a captare la fiducia di questi bambini ad incontrarli poi di persona. Che poi se subiscono queste molestie, spesso si vergognano. Non le raccontano perché comunque sono cadute nella trappola della quale noi genitori li invitiamo e gli sortiamo sempre a non cadere.
A proposito di genitori, essendo tu un avvocato divorzista assisti anche a divorzi di famiglie.
Che esperienze hai con le separazioni ,quanto ,secondo te, anche il rapporto genitore padre madre influisce sull’educazione del ragazzo? Quanto ne segna la strada ?
Secondo me la separazione e il divorzio non influiscono sulla psiche dei bambini, quello che influisce è il modo in cui i genitori vivono la separazione. Ci possono essere coppie tranquillamente separate o divorziate che Sì separano, come si dice, con amicizia e con amore e riescono comunque a collaborare nell’educazione dei figli. È ovvio che una separazione conflittuale, troppo conflittuale pregiudica i figli perché vengono messi in questo trita carne, usati come merce di scambio, triangolati, e allora subentrano poi forme di ribellione e quindi tra queste forme di ribellione c’è anche quella di essere magari troppo propenso ad avere incontri online con persone che non hanno la tua stessa età è una forma di provocazione. Un ragazzino lasciato da solo incorre in una serie di problemi e allora qua c’è l’altro tema, quello del controllo dei genitori .
È giusto che i genitori controllino i figli?
È giusto che i genitori controllino i figli. Un controllo oppressivo no, però considerate che la maggior parte di questi abusi che vengono effettuati nei confronti dei minori vengono scoperti da genitori che controllano il telefono. I minori non parlano, la scuola non parla perché è un tema delicato, quindi quando hanno il sospetto difficilmente introducono il tema in modo diretto .
INTERVISTA A CURA DI ROBERTA D’ANGELANTONIO