Aquicorto Film Festival: storie brevi, emozioni profonde
Scritto da Beatrice Manocchio il Maggio 15, 2025
Aquicorto Film Festival: seconda edizione in arrivo, tutti i dettagli spiegati da Katiuscia Tomei ospite a RID 96.8
Tra le tante iniziative culturali che animano il panorama italiano, l’Aquicorto Film Festival si distingue per la sua capacità di unire talento, impegno civile e passione per il cinema breve. Nato nel 2024 da un’idea di Katiuscia Tomei, curatrice della manifestazione, il festival ha trovato casa a L’Aquila, città simbolo di rinascita culturale e sociale.
Aquicorto Film Festival: obiettivi, sezioni, opere
L’obiettivo? Valorizzare il cortometraggio come forma espressiva autonoma e potente, capace di raccontare grandi storie in pochi minuti. Ma non solo. L’iniziativa punta a sostenere i giovani filmmaker abruzzesi, italiani e internazionali, creando uno spazio di confronto e visibilità per un cinema spesso lontano dai riflettori.
La rassegna prevede cinque sezioni: internazionale, nazionale, abruzzese, ambiente e no alla violenza. Le ultime due, introdotte quest’anno, testimoniano un forte impegno etico. «Vogliamo sensibilizzare il pubblico su temi cruciali come la sostenibilità e il rispetto – racconta Tomei – e premiare non solo il contenuto, ma anche il modo in cui viene realizzato un cortometraggio, privilegiando produzioni ecosostenibili e inclusive».
La selezione delle opere è affidata ai direttori artistici Angelo Sateriale e Gianni La Balestra, con il contributo di critici e professionisti del settore. Le opere vengono valutate nella loro interezza: originalità, regia, sceneggiatura, montaggio, suono e fotografia sono tutti elementi chiave. A ciò si affiancano il Premio della Critica, assegnato da Cabiria Magazine e il voto del pubblico.
Le iscrizioni
Per i filmmaker interessati, le iscrizioni sono aperte fino al 12 settembre sulla piattaforma FilmFreeway. La seconda edizione del festival si terrà nella prima decade di ottobre, nel cuore di L’Aquila. Un’occasione per celebrare il cinema breve, ma anche per costruire –
insieme – una cultura più giusta, attenta e consapevole.
ARTICOLO SCRITTO DA PRISCILLA MOTTA